24 luglio 2010 alle 12:23:44 
Al Cimitero di Cremona prima sepoltura di feti abortiti Così ogni 1° venerdì del mese Si è svolto nella tarda mattinata di venerdì 7 maggio presso il Cimitero di Cremona il primo rito funebre per i feti abortiti presso l'Ospedale Maggiore di Cremona e di cui i familiari non hanno voluto farsi carico. Così ad accompagnare la sepoltura - obbligatoria per legge - sono stati i membri dell'associazione “Difendere la vita con Maria” che, sorta qualche mese fa anche a Cremona, ha stipulato un apposito accordo con Azienda Ospedaliera e Comune di Cremona per garantire anche ai feti abortiti degna sepoltura.
La sepoltura dei feti abortiti La legislazione italiana, all'articolo 7 comma 2 del capitolo di Polizia mortuaria contenuto nel Decreto del Presidente della Repubblica (10 settembre 1990, n. 285), prevede l'inumazione dei “prodotti abortivi di presunta età di gestazione dalle 20 alle 28 settimane complete e dei feti che abbiano presumibilmente compiuto 28 settimane di età intrauterina”. E il successivo comma prosegue: “A richiesta dei genitori, nel cimitero possono essere raccolti con la stessa procedura anche prodotti del concepimento di presunta età inferiore alle 20 settimane”. Il decreto è completato dalla circolare emessa il 16 marzo 1988 dal ministro della Sanità Donat Cattin in cui “si ritiene che il seppellimento debba di regola avvenire anche in assenza di detta richiesta”. Un indirizzo stabilito anche dal nuovo regolamento della Regione Lombardia del 12 febbraio 2007. In questo panorama legislativo si inquadra il protocollo d'intesa firmato lo scorso 23 febbraio dall'Associazione “Difendere la vita con Maria”, nella persona del suo presidente nazionale don Maurizio Gagliardini, e l'Azienda ospedaliera di Cremona, con il direttore generale Piergiorgio Spaggiari. L'accordo prevede che dal 2 aprile, nel caso in cui i genitori non richiedano i resti del proprio bambino abortito per esplicare in proprio la sepoltura, l'Associazione si occuperà della procedura d'inumazione accollandosi ogni eventuale spesa. Dall'inizio di aprile, così, i prodotti abortivi vengono raccolti in speciali contenitori biodegradabili conservati nell'obitorio dell'ospedale in un'apposita cassetta per l'inumazione all'interno di uno speciale frigorifero, tutto materiale a norma di legge acquistato dell'Associazione, che dunque sgrava l'ospedale da spese che altrimenti dovrebbe obbligatoriamente sostenere. Ogni primo venerdì del mese la cassetta funebre con i “prodotti abortivi” raccolti nei trenta giorni precedenti viene portata al cimitero di Cremona per la sepoltura in una apposita aerea riservata. Il trasferimento, per uno specifico accordo con l'Amministrazione a seguito dell'interessamento dell'assessore ai Servizi cimiteriali Claudio Demicheli, sarà curato dal Comune di Cremona che garantirà anche la posa di una lapide con impressa la data di inumazione ma, ovviamente, senza alcun nome. L'interramento della cassetta coi resti dei bambini sarà accompagnato da un rito di sepoltura. «Ciò che realizziamo come Associazione attraverso il semplice rito della sepoltura accompagnato con una preghiera di benedizione – spiega don Maurizio Lucini, presidente della Commissione cremonese dell'Associazione “Difendere la vita con Maria” – non è un funerale, né tanto meno serve per mandare le anime di quei bambini in paradiso, poiché essi sono già accolti e presenti nel mistero di Dio. Con questo atto desideriamo onorare le spoglie di quei bimbi che non sono venuti alla luce, riconoscendone la dignità umana e circondandoli di un sacro rispetto, come si fa per qualsiasi defunto. È un gesto che, oserei dire, serve soprattutto a noi e alla nostra società per ricordarci che siamo ancora uomini. Seppellire questi bambini assume anche il significato di “obiezione di coscienza” nei confronti di una una cultura che sempre di più riduce la persona a oggetto, a “grumo di cellule”». «L’azione della sepoltura dei bimbi non nati – continua il sacerdote, che in diocesi è anche responsabile dell'Ufficio per la Pastorale della Sanità – avviene in un contesto semplice e di raccoglimento: non vuole assolutamente essere una battaglia ideologica o per colpevolizzare le donne che hanno scelto di abortire». Dati i numeri di questi ultimi tempi, ogni mese è previsto il seppellimento dai 20 ai 40 bambini abortiti. Le altre attività dell'Ass. “Difendere la vita con Maria” Accanto a questo aspetto la Commissione cremonese dell'Associazione “Difendere la vita con Maria” si concentrerà su due aspetti: preghiera e formazione. In particolare ogni terzo giovedì del mese presso la cappella dell'Ospedale Maggiore alle ore 21 è previsto un momento di preghiera a favore della vita, ovviamente sempre aperto a tutti coloro che volessero prendervi parte. L'associazione “Difendere la vita con Maria” è un'organizzazione di volontari che si occupa della promozione culturale e spirituale della vita umana e della difesa dei diritti del concepito fino alla morte naturale. L'Associazione è sorta in risposta all'appello del Santo Padre nell'Evangelium Vitae: "Urgono una generale mobilitazione delle coscienze e un comune sforzo etico, per mettere in atto una grande strategia a favore della vita. Tutti insieme dobbiamo costruire una nuova cultura della vita." (EV 95). "È urgente una grande preghiera per la vita, che attraversi il mondo intero. Con iniziative straordinarie e nella preghiera abituale, da ogni comunità cristiana, da ogni gruppo o associazione, da ogni famiglia e dal cuore di ogni credente, si elevi una supplica appassionata a Dio, creatore e amante della vita" (EV 100). Per questo il lavoro dell'Associazione si svolge su tre livelli: formazione (per promuovere una mentalità a favore della vita e diffondere i valori del rispetto e della dignità dell'essere umano fin dal concepimento); preghiera (coltivando particolarmente la spiritualità di Maria, "incomparabile modello di accoglienza e di cura della vita" (EV, 102) e "Aurora della nuova umanità, cui è affidata la causa della vita" (EV, 105); azione (promuovendo il rispetto e il seppellimento delle spoglie dei bambini che, a causa di aborti naturali o volontari, non sono venuti alla luce). L'Associazione “Difendere la vita con Maria” non persegue una finalità di denuncia, ma si propone di collaborare con le istituzioni con discrezione e competenza. L'Associazione “Difendere la vita con Maria” si sviluppa a livello locale con Commissioni che sorgono attorno ai centri ospedalieri dove vengono effettuati aborti. Nel settembre 2009 è nata la Commissione di Cremona, attualmente dedicata a Silvana Leli, una delle fondatrici scomparsa poco dopo la nascita della sede locale. Chi volesse far parte dell'associazione (quota annua 16 euro) o sostenerla può contattare il presidente locale don Maurizio Lucini presso la Curia Vescovile di Cremona. In diocesi è prevista la nascita in futuro di un'altra commissione per l'ospedale Oglio Po di Vicomoscano. Tratto da http://www.diocesidicremona.it/main/base1.php?id=sknewsfoto&idrec=1107
--------------- Giuseppe Anaclerio
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